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Notizia 07/04/2021

FELDENKRAIS E SCHEMA CORPOREO

Autore: Viviana Fabozzi

APPROCCIO NEURO-SENSO-MOTORIO E SISTEMICO

Moshe Feldenkrais concepisce l'apprendimento come necessità biologica e fonte di trasformazione, dalla nascita e per tutta la vita dell'individuo. La consapevolezza generata da una migliore organizzazione dell'insieme corpo/mente è nucleo di salute. Le parole chiave sono:
movimento, scheletro, forza di gravità, self image, immaginazione, integrazione, apprendimento, salute, consapevolezza. 


Tratteggiando molto sinteticamente il pensiero di Feldenkrais, possiamo dire che il suo metodo "di educazione somatica e di consapevolezza attraverso il movimento" ha origine da alcune particolari caratteristiche: la curiosità dello scienziato ricercatore, che indagava sulla relazione tra la self image, l'apprendimento e l'azione; l'idea di utilizzare la pratica motoria per avvicinarsi alla persona nella sua globalità; la capacità di organizzare le sue intuizioni sul funzionamento del sistema nervoso (successivamente confermate dalle neuroscienze) in fantastiche lezioni nelle quali movimento, ascolto, immaginazione, sentimenti e pensiero vanno sempre a braccetto; la notevole sensibilità che è alla base di ogni arte dell'ascolto, e un grande ottimismo circa la possibilità di apprendere a qualsiasi età e in qualsiasi condizione fisica ci si trovi. 
Il Metodo Feldenkrais si può definire una visione veramente ecologica della salute. Le persone che lo praticano per se stesse oppure per diventare insegnanti Feldenkrais riferiscono di provare maggiore vitalità, creatività, centratura e radicamento, libertà di movimento e flessibilità mentale. 

Feldenkrais sviluppa il concetto di apprendimento organico, vale a dire un imparare che nasce dall'esperienza somatica individuale e dà valore a ciò che la persona percepisce mentre si muove, permettendole di riconoscere e di riappropriarsi di elementi dimenticati (per esempio parti trascurate o troppo attive, che possono essere riorganizzate più funzionalmente). Un apprendimento che si indirizza all'insieme del sé e non ai sottosistemi mente/corpo, e che si modella sull'atteggiamento esplorativo del bambino. 

Attraverso il movimento le persone iniziano a dar fiducia a ciò che percepiscono, arricchendo la self image e, inoltre, a capire concretamente alcuni concetti astratti - che senza un corpo non avrebbero senso - come destra e sinistra, davanti e dietro, sopra e sotto, dentro e fuori, leggero e pesante, appoggiato e sollevato, linee rette o curve, forme piatte o tridimensionali, ma anche concetti come simile e diverso, facile e difficile, di più e di meno, differenziato e indifferenziato. Oggi Le scienze cognitive studiano e sostengono questo concetto di embodiment. 

Il sistema nervoso coordina, dirige e risponde a ogni variazione all'interno e all'esterno del corpo. I movimenti della specie umana vengono appresi gradualmente, dunque si sviluppano e si affinano con la maturazione del sistema nervoso e ne sono lo specchio. Un'esplorazione che parte dal movimento influenza anche il funzionamento del sistema nervoso stesso. Il sistema nervoso, inoltre, ha la proprietà di inviare messaggi alla muscolatura e di attivarla o di calmarla senza manifestare movimenti, anzi inibendoli. Ci avviciniamo così a una definizione concreta dell'immaginazione, che non la situa solo nella mente, ma che tiene conto dell'insieme corpo/mente: il risultato è una tecnica raffinata ed efficientissima che ormai viene utilizzata nella preparazione atletica e dai performers, e che ha grandi possibilità di applicazione anche con persone diversamente abili. Immaginare non è solo vedere se stessi dall'esterno, come in una foto, ma è ricostruire la percezione del proprio gesto in tutti i dettagli, senza eseguirlo. È quindi possibile immaginare un movimento già esplorato e organizzato su un lato del corpo e poi trasportare le sensazioni di quell'esecuzione all'altro lato. Vale a dire che tutte le informazioni e tutte le relazioni tra le parti possono passare da un emisfero cerebrale all'altro e successivamente l'esecuzione del movimento sarà ben organizzata anche sul secondo lato. Per allenare l'immaginazione è utile fare un gesto sentendolo in dettaglio e poi rimpicciolirlo: farne la metà e poi la metà della metà mantenendone la percezione, fino a fermarsi. Anche da fermi è possibile mantenere vive le stesse sensazioni. A questo punto sarà possibile trasferirle all'altro lato immaginando di fare quello stesso movimento. Questo tipo di immaginazione embodied inizialmente non è facile e richiede una guida che diriga l'attenzione con precisione: è come apprendere una nuova lingua. La specie umana si è evoluta in relazione all'ambiente e alla forza di gravità e una delle funzioni del nostro scheletro è proprio quella di sostenerci e di resistere, senza combattere, alla pressione della gravità che altrimenti ci schiaccerebbe. Un'altra funzione è anche quella di facilitare l'autodirezione nello spazio, trasmettendo da un punto all'altro del corpo la forza necessaria per muoversi, come se fosse un binario per la muscolatura/forza. Senza gravità non avremmo bisogno dello scheletro. Se però utilizziamo male il sostegno scheletrico e ne perdiamo l'allineamento per una costante attività muscolare "inappropriata" ( l'attività muscolare è connessa, si adatta ed esprime pensieri ed emozioni), saremo costretti a utilizzare la muscolatura in sostituzione delle ossa e dunque a combattere, con sforzi e fatica, contro la costante pressione dall'alto. 

E poi il neologismo "l'attura", sintesi di postura e azione, coniato da Feldenkrais per rendere più dinamico il concetto tradizionalmente statico di postura.. La buona postura non è uno "stare eretti", è un'organizzazione di passaggio, una transizione che ci permette di muoverci in qualsiasi direzione e secondo le nostre intenzioni, con facilità e senza doverci prima riorganizzare. La dinamicità del concetto di postura vuole eliminare qualsiasi modello esteriore e riportare la persona al suo centro. 

Infine arriviamo alla consapevolezza che nasce anche da un diverso modo di muoversi e da una arricchita e più precisa immagine di sé e che de-condiziona o libera i gesti e le azioni, ma anche i pensieri e le emozioni: "Quando la consapevolezza riesce ad essere in accordo con il sentimento, con i sensi, con il movimento e con il pensiero...l'uomo può fare scoperte, inventare, creare, innovare e conoscere" (Feldenkrais, 1978). 

Nelle CAM (lezioni di Consapevolezza Attraverso il Movimento) il movimento non è utilizzato per rinforzare o per rilassare la muscolatura con esercizi finalizzati alle diverse parti del corpo, come si fa in palestra o nella rieducazione fisioterapica, ma per portare le persone a sentirsi (senza movimento non esiste sensazione, senza sensazioni non si riconoscono gli stati d'animo), ad ascoltarsi e a imparare con piacere da una pratica corporea non meccanicamente ripetitiva. Una pratica senza modelli esterni ai quali adeguarsi, che richiede raccoglimento e neutralità di giudizio. Sentire se stessi conduce l'attenzione al dettaglio di ciò che muoviamo e allo sfondo della nostra totalità. Sentire se stessi è l'inizio dell'imparare a vedersi da un altro punto di vista, del discriminare e dello scegliere. Idealmente però un movimento bene organizzato non fa più sentire niente: allora di colpo ci si ritrova sul pavimento "immersi" nei propri movimenti come se si fosse nell'acqua, ci si muove come se fosse la prima volta, in pieno accordo con se stessi proprio come un bambino che impara. Così, in quell'attimo, si scopre che non esiste dicotomia tra corpo e mente, l'attenzione si muove come il pensiero e quanto il corpo. In questo modo si esprime il concetto dell'unità di corpo/mente/sensazione/emozione: l'esperienza concreta delle CAM ricrea dei collegamenti a livello neurologico, risvegliando memorie di azioni che si accompagnano a emozioni piacevoli.

Le lezioni collettive, come anche quelle individuali (Integrazioni Funzionali), hanno sempre un tema funzionale, vale a dire esplorano un gesto che ha un obiettivo o un significato, per esempio alzarsi da una sedia, allungare un braccio per raggiungere, camminare, girarsi all'indietro, guardare verso l'alto, piegarsi in giù e molto altro. L'attenzione al gesto e all'intenzione che lo genera è ciò che sposta il pensiero e il sentimento da "io muovo la gamba" (che deve ubbidirmi) a "io sono la gamba in movimento" (e ho una partecipazione esplorativa). La differenza è abissale: il corpo, fermo o in movimento, diventa improvvisamente "me stesso", non lo chiamerò più "corpo". Mi rendo conto della mia integrità, non mi sento più un robot in movimento, ma un essere intelligente!

Qualsiasi movimento può migliorare in qualità senza correzioni, semplicemente con la presenza di una guida esperta che abbia già esplorato i movimenti della specie umana e che sappia individuare le abitudini motorie del singolo individuo: che cosa manca nello schema di movimento e anche che cosa lo "appesantisce". 

Le strategie

- Il primo passo è portare l'attenzione alle diverse parti del corpo/mente e sentire come si organizzano singolarmente, e poi tutte insieme, nel gesto che si vuol compiere. 
L'attenzione risulta spesso faticosa perché viene confusa con la concentrazione mentale, mentre invece va aperta con pazienza e curiosità e va poi raccolta, come quando si pesca con la rete. L'attenzione porta a uno stato di consapevolezza rigenerante, che permette di riposare quando è il momento di riposare e di essere attivi quando è necessario agire. 

- Un secondo passo, ma non successivo, è quello di ridurre la forza, l'ampiezza e la velocità dei propri movimenti esplorativi per poter restare nell'attenzione e, successivamente, entrare nell'apprendimento. Va creato in sé uno spazio neutro nel quale sostare e respirare. Ridurre inizialmente la forza, l'ampiezza e la velocità permette di cogliere la qualità di ogni movimento, di riconoscere le proprie abitudini e di differenziare ciò che funziona da ciò che impedisce o limita un gesto per poterlo migliorare; Feldenkrais definiva questa qualità "nobiltà" del movimento!

Il passo successivo sarà la ricerca di organizzazioni alternative alle abitudini inconsapevoli , per altri movimenti volontari. Parafrasando Feldenkrais, i nostri schemi di comportamento ci sembrano immutabili proprio perché crediamo che lo siano.

- Una terza strategia originale è quella di migliorare ciò che già funziona bene invece di correggere ciò che non funziona come potrebbe: si crea allora una differenza chiaramente percepibile e si affida all'intelligenza del sistema nervoso la riorganizzazione spontanea del gesto. In questo modo si elimina la correzione esterna che è sempre un vincolo, un binario, e si parla soprattutto alla parte sana dandole fiducia. 

E poi c'è  la meraviglia per la scoperta finale: le lezioni, come precedentemente evidenziato, hanno un tema funzionale, ma l'allievo non ne è consapevole e in tal modo non avrà aspettative e non sarà condizionato dal voler raggiungere l'obiettivo. I movimenti sono inusuali e la posizione di partenza non sembra essere quella della funzione esplorata. Lavorare sul camminare da supini o sul fianco non creerà un collegamento conscio con il camminare, le limitazioni verranno facilmente aggirate e quando la persona inizierà a camminare si sentirà molto più libera, coordinata e naturalmente anche di buon umore. 

Il Processo filogenetico e Il  Feldenkrais

Molte lezioni Feldenkrais ripercorrono i movimenti del bambino che da chiuso in totale flessione, inizia a sbocciare, ad aprirsi al mondo e a rotolare cambiando orientamento. Solleverà la testa, imparerà a mantenerla verticale e incontrerà un orizzonte più ampio e stimolante. I passaggi di posizione lo porteranno da prono, a supino, a seduto, a quel punto la schiena sarà libera e ciò gli consentirà una maggior libertà di orientamento e un ampio uso delle braccia. Inizierà ad utilizzare le proprie mani in modo sempre più preciso e fine, e quando vorrà raggiungere qualcuno o qualcosa al di là della lunghezza del suo braccio, inizierà a esplorare lo spazio attraverso la locomozione. Quando troverà la sua verticalità, in equilibrio precario e poi in stabilità, potrà intraprendere il suo lungo viaggio attraverso il mondo. I movimenti dunque vanno arricchendosi, le funzioni si espandono insieme alla maturazione del sistema nervoso. Mentre si muove il bambino ascolta se stesso, pensa e comunica con chi gli sta accanto, anche quando non padroneggia ancora le parole. Questi movimenti del bambino nei primi due anni hanno una qualità che  incanta. Se li osserviamo possiamo notarne la fluidità: nessuno sforzo, nessun freno, nessun angolo, soprattutto linee circolari e a spirale che lo portano da un orientamento all'altro; la stessa fluidità che Feldenkrais aveva riconosciuto nei movimenti del judo. 

Oggi il Metodo Feldenkrais®, riconosciuto come valida proposta pedagogica, è diffuso e applicato in campi apparentemente distanti tra loro. Il Metodo viene così utilizzato da insegnanti, terapisti, psicoterapeuti, sportivi e artisti e si rivolge particolarmente a chi, praticandolo con cura, potrà eseguire meglio e con più facilità ciò che desidera fare e potrà prevenire disturbi altrimenti risolvibili solo con cure. Dunque non si va subito alla parte che si lamenta, ma si guarda alla relazione tra le parti, come nella terapia sistemica della famiglia. Chi soffre è funzionale a quel sistema, a quella organizzazione. Dunque, dal punto di vista sociale, l'apprendimento di una nuova organizzazione si rivela un buon risparmio per il sistema sanitario e per la collettività. 

Conclusioni

L'apprendimento è ciò che ci distingue e ci accompagna durante tutta la vita biologica: acquisire flessibilità, leggerezza, centratura, stabilità, circolarità, orientamento, integrità, confini adattabili può farsi metafora per altri apprendimenti, fino a farci scoprire che il corpo/mente è il fondamento di processi (apparentemente) astratti e della consapevolezza. "Non mi interessa ottenere un corpo flessibile, ma un cervello flessibile..." (Feldenkrais, 1981*) 

È questo un apprendimento "organico", esperienziale e sistemico, che ci consente di riconoscere e di riappropriarci di elementi dimenticati e di riorganizzarli in accordo con il funzionamento del sistema nervoso. Grazie alla plasticità del cervello, ci accompagna verso importanti cambiamenti neuromuscolari che si riflettono in nuove modalità di azione e in diversi vissuti. Riconosceremo le abitudini inconsapevoli e scopriremo modalità nuove e più funzionali di compiere le azioni desiderate. Il sollievo sarà grande, le scoperte molte, e ci permetteranno di discriminare ed eventualmente di scegliere. Tutto ciò integrando movimento, sensazioni, emozioni e pensieri. 

ASPETTI SCIENTIFICI DEL METODO FELDENKRAIS

I presupposti scientifici del Metodo Feldenkrais®
1 - l'unità funzionale tra corpo e cervello che considera l'essere umano un sistema integrato e interconnesso tra sistema nervoso, corpo e ambiente;
2 - la connessione tra attività motoria e potenziamento cognitivo;
3 - la neuroplasticità: modificabilità del cervello attraverso stimoli senso-motori che permettono nuove sinapsi e quindi nuovi collegamenti neuronali.
Il movimento come linguaggio del cervello
A eccezione di quelle relative al sistema endocrino, le azioni del cervello nel mondo sono muscolari. Il cervello organizza tutti i movimenti, non soltanto quelli del corpo nello spazio, ma anche quelli del pensiero, delle emozioni, delle sensazioni. Il sistema motorio, inoltre, contribuisce ai processi di apprendimento e fornisce i mattoni su cui si costruiscono abilità cognitive sofisticate, anche in termini di intersoggettività, ossia di relazioni sociali e con l'ambiente. Ecco perché possiamo utilizzare il movimento fisico per informare il cervello, che a sua volta invierà nuovi messaggi ai muscoli, creando un circolo virtuoso tra corpo e cervello. Un processo possibile grazie alla neurroplasticità, la capacità del cervello di modificarsi per tutta la vita.
La nostra risposta è nel capire come il nostro cervello orchestra il nostro movimento. Usando la metafora della "cascata di coordinazione" vedremo come le lezioni Feldenkrais impattano su tutti i livelli del nostro sistema nervoso. Dalla corteccia prefrontale al midollo spirale, le lezioni migliorano la coordinazione motoria e affinano il senso che abbiamo del nostro corpo.
La corteccia prefrontale è il più alto centro neurofisiologico per la programmazione del nostro comportamento. Quando iniziamo un'azione, la corteccia prefrontale coopera con altri centri del cervello per regolare:
? l'identità del corpo,
? gli aspetti sociali del nostro comportamento,
? la flessibilità comportamentale e la regolazione emotiva.

Le lezioni Feldenkrais impattano su questi processi di alto livello neuropsicologico. Attraverso performance affinate, una maggiore fiducia e una più profonda connessione con il nostro nucleo umano, sperimentiamo crescita personale, resilienza e salubre vitalità.
Il sistema limbico è il centro emotivo del nostro cervello. Esso imprime una sensazione emotiva alla nostra esperienza e ai nostri progetti: curiosità, paura, piacere, vergogna o rabbia. Le lezioni Feldenkrais ci aiutano ad affinare un agile equilibrio tra ragione e sentimento. Sperimentiamo pazienza e un auto-rispetto vitale. Ci si sorprende a scoprire come l'esperienza della lezione Feldenkrais influenzi ciò che crediamo essere un processo emotivo inconscio.
L'attenzione orchestra il ritmo delle operazione del nostro cervello, orientando quali centri cerebrali senso-motori sono impegnati nell'azione. Durante le lezioni si scopre come la direzione consapevole dell'attenzione sia tanto vitale per la nostra vita, scoprendo al tempo stesso una nuova capacità, quella di una curiosità flessibile.
Nella pianificazione dettagliata dei nostri movimenti sono coinvolti due cicli di attività che connettono molte parti del cervello. Queste reti agiscono tra la corteccia premotoria, il ganglio basale e il talamo - che si trovano in una zona profonda all'interno del cervello - e il cervelletto, per tornare alla corteccia motoria.
La sequenza di movimenti in ogni lezione Feldenkrais permette al nostro cervello di programmare movimenti migliori. L'ampiezza, la direzione, la forza e la velocità di ogni schema di movimento viene perfezionato per un'azione di successo. Si sperimenta un' immagine corporea affinata che si può utilizzare per tutto ciò che facciamo e la raffinatezza ci sorprende nella vita quotidiana.La nostra programmazione motoria avviene attraverso un complesso sistema di percorsi neurologici che hanno origine nella corteccia motoria. Quando i messaggi neurologici viaggiano lungo questi percorsi e raggiungono i centri motori del midollo spinale nel tronco encefalico, che influenza i muscoli della nostra testa, del tronco e delle anche, così come della faccia e della voce, essi vengono inseriti nel piano del movimento.
I centri nel talamo, nel tronco encefalico e nel midollo spinale sono "centri di rilassamento sensoriale". Essi influenzano l'elaborazione delle nostre sensazioni fisiche. Questi centri sono influenzati dai percorsi che hanno origine nella corteccia sensoriale e in altre parti del cervello. In modo sorprendente il processo di consapevolezza delle lezioni Feldenkrais aiuta a preparare questi passaggi e a dirigere il loro utilizzo per un'azione efficace.
Dal midollo spinale ai muscoli, ogni segmento del midollo spinale regola l'attività di specifici muscoli. Le lezioni Feldenkrais ci permettono di ottimizzare l'impiego di questi centri per muovere la nostra intera muscolatura e il movimento diventa agile, efficiente, sano.
Ogni passo della "cascata di coordinazione" include il cerchio multiplo di feedback, una fondamentale caratteristica del sistema nervoso. Il processo di consapevolezza che viene messo in moto durante ogni lezione Feldenkrais assicura la più alta efficienza di questi processi di feedback Recenti teorie e ricerche filosofiche e scientifiche ci spiegano come il cervello usi questi feedback per coordinare in modo preciso le nostre azioni allo scopo di soddisfare i nostri bisogni. Ogni lezione Feldenkrais migliora la nostra vita impegnando le naturali risorse che sono più facilmente disponibili per noi: la ricca plasticità della nostra "neurologica cascata di coordinazione" è un regalo della nostra eredità evolutiva. In confronto alle sfide che affrontiamo in un mondo stressante, le lezioni Feldenkrais ci abilitano a raffinare continuamente la nostra coordinazione e la nostra sensibilità corporea. E così ci muoviamo in modo efficiente ed elegante. Ogni successo rafforza ed espande la nostra autoimmagine (self image) che diventa la base per la nostra azione succesiva.



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